Sabato, 28 Gennaio 2023
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La Calabria delle meraviglie: viaggio nel sentiero del Tracciolino tra terra e mare FOTO | VIDEO

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Alla scoperta delle meraviglie della Calabria. Oggi vi portiamo nel cuore della Costa Viola sul sentiero del Tracciolino tra Palmi e Seminara con vista su Bagnara. Il Tracciolino è fra i percorsi di trekking più belli e suggestivi di tutta la regione. Una splendida terrazza panoramica sullo Stretto di Messina e le Isole Eolie.

Un viaggio su questo antico sentiero tra storia, natura e luoghi incontaminati. Lo faremo insieme al nostro collega di Gazzetta del Sud Domenico Latino, a Carmelo Arfuso vicepresidente del Coordinamento Costa Viola e ad alcuni membri dell'associazione Indietro Tutta. Seguiteci in questo viaggio sul Tracciolino.

Il legame con le fontane a Palmi

Olmo e Vitica le due fontane ubicate nel centro di Palmi: fornivano l'acqua dal sentiero del Tracciolino. Il Tracciolino è infatti un'opera di ingegneria idraulica usata per quasi quattro secoli per rifornire Palmi di acqua potabile. Oggi i quattro canali presenti nel centro di Palmi sono alimentati dalla sorgente Vitica perchè nonostante la fonte Olmo sia ancora oggi ricca di acqua, dagli anni settanta la tubazione è stata interrotta. Prima la tubatura era fatta da tubi fatti di terracotta dai ceramisti seminaresi. Loro pietrificavano l'interno dei tubi perchè con la semplice tubatura in terracotta sarebbe stato impossibile far giungere l'acqua fino a Palmi. Con questo sistema portavano l'acqua fino all'attuale piazza Primo Maggio, all'epoca si chiamava Piazza Mercato.

La Marinella

Il primo punto panoramico percorrendo il sentiero da Palmi, da sotto praticamente le strade dove è sita oggi la Casa della Cultura, è appunto la spiaggia della Marinella. Anticamente era il borgo dei pescatori della cittadella ed è uno dei primi punti di attrazione del sentiero del Tracciolino.

Sotto il monte Sant'Elia

In quest'area vivevano molti monaci bizantini all'interno di alcune grotte. Una di queste è ancora visitabile: qui il monaco aveva il suo dormitorio. L'influenza di queste comunità monastiche si vede anche nella costruzione dei muretti a secco: si dice che lungo la Costa Viola ci siano più di 400 muretti a secco e la tecnologia con la quale sono costruiti cambia rispetto al periodo in cui sono stati costruiti: bizantino o normanno.

I tubi di terracotta lungo il percorso

Lungo il percorso sono ancora visibili i tubi di terracotta: sono smaltati all'interno e grazie a quest'innovazione si è riusciti a portare l'acqua dalla sorgente Olmo fino a Palmi fino a qualche decennio fa.

Due punti particolari

Sul Tracciolino era presenti anche i punti di dogana: i contadini dopo aver coltivato la terra per passare da una frontiera all'altra dovevano pagare dazio. Questo per far comprendere il significato della chiusura dei territori al libero passaggio delle persone.

Profumi e aromi sempre diversi

Lungo il percorso del Tracciolino è possibile soffermarsi e ammirare svariate piante aromatiche: tra queste ecco il mirto, ma anche l'origano, il finocchietto, la ginestra. Ci sono aromi e profumi diversi tra loro e c'è anche un tipo molto particolare di felce che cresce nelle zone più umide dove il sole batte di meno.

L'incontro con Sara Bonfanti: il giro d'Italia a piedi (passando lungo il Tracciolino)

Lungo il sentiero del Tracciolino abbiamo incontrato anche Sara Bonfanti. Partita la scorsa primavera dal Friuli sta percorrendo l'Italia a piedi lungo il Sentiero Italia CAI. Ha percorso tutte le Alpi da Est a Ovest e dalla Liguria ha preso il passo della Cisa seguendo gli Appennini e arrivando fino a qui in Calabria. Le mancheranno da attraversare la Sicilia e la Sardegna entro Natale. La Bonfanti non ha mancato però neanche di fare un passaggio sulla pulizia da compiere sul Tracciolino. "E' un sentiero che andrebbe ripulito dall'erba, dalle felci, per essere più fruibile, per godere il panorama e camminare più tranquilli".

L'acqua dei cacciatori

Tra i punti più suggestivi del Tracciolino. Si chiama così per via delle tante vasche di decantazione che ci sono lungo il percorso: servivano per decantare l'acqua e per evitare il reflusso dovuto alla mancanza d'aria. C'erano delle prese d'aria che consentivano all'acqua di scorrere e i cacciatori grazie a questa vasca potevano attingerne. Altro elemento rilevante è Pietra Galera: quando avvenivano gli attacchi dei saraceni che catturavano le persone nell'entroterra, i saraceni li abbandonavano nella roccia e tornavano nell'entroterra a prendere altri schiavi sapendo che questi non sapendo nuotare sarebbero rimasti là. Ecco il perchè del nome di Pietra Galera perchè per gli abitanti era proprio una galera.

I ponti sul Tracciolino

A cavallo tra i territori di Palmi e Seminara è possibile ammirare la vera essenza del Tracciolino. Dei ponti ad arco realizzati in pietra che danno davvero l'idea di quale opera monumentale fosse il sentiero. Un ponte si trova ben visibile e delimita di fatto il passaggio dalla zona di Palmi a quella di Seminara.

Il sentiero si ferma: i rovi non permettono di proseguire

Dopo due anni di Covid, la vegetazione, già lussureggiante, si è ripresa quello che era il sentiero originario. Le associazioni sono intervenute, si sono prodigate nell'opera di pulizia e manutenzione, ma fino a un certo punto. Non avendo grossi mezzi non si è potuto completare la manutenzione del sentiero. L'associazione Indietro Tutta e il Comitato Costa Viola gestiscono 105 km in totale e il Tracciolino nella sua estensione attuale è di 19 km. Sono state scritte diverse lettere agli enti locali e, in particolar modo al Comune di Palmi, senza però ricevere risposta. Sta di fatto che da un certo punto in poi non è più possibile proseguire e occorre necessariamente risalire. Al turista è omesso il passaggio nel punto più suggestivo del Tracciolino con vista sulla meravigliosa, tra le più belle d'Italia, spiaggia di Cala Janculla.

Risalendo verso Piana delle Corone e Barritteri: ecco Cala Leone

Da questo punto, un tornante del sentiero che riporta in quota è possibile ammirare la spiaggetta di Cala Leone. Prende il nome dall'imperatore Leone VI il quale era devoto di Sant'Elia: ha fatto riportare attraverso Daniele, discepolo di Sant'Elia, le spoglie del Santo che è sbarcato qui ed è risalito lungo la costa fino al promontorio in cui è stato costruito il monastero Sant'Elia. Sono episodi che all'incirca risalgono all'anno mille.

 

 

 

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