Venerdì, 23 Ottobre 2020
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Sequestro milionario a Reggio, sigilli al patrimonio degli eredi del “re dei videogiochi”

Sono gli eredi, dal punto di vista imprenditoriale, di Gioacchino Campolo e del “re dei videogiochi” di Reggio Calabria hanno continuato l’attività.

Sequestro da nove milioni di euro nei confronti dei coniugi Antonio Sapone e Maria Ripepi, imprenditori attivi nel settore del noleggio di apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro nelle zone del Gebbione e di Sbarre della città di Reggio Calabria, contigui al gruppo mafioso Labate, e nei confronti di uno dei loro figli, Vincenzo Sapone.

Una operazione della guardia di finanza di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura della Repubblica.

Il “Gruppo Sapone”, dunque, ha beneficiato dell’eredità del “re dei videogiochi”, riuscendo così a fare quel salto imprenditoriale che ha consentito alle sue imprese di conoscere una vertiginosa crescita economica, soprattutto grazie alle “sponsorizzazioni” assicurate dalla cosca Labate.

La loro vicinanza ad ambienti criminali di questo calibro è stata confermata, oltre che dalle attività investigative, anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia di rilevante spessore, ritenuti di solida affidabilità nelle competenti sedi giudiziarie.

Tra le condotte configuranti la pericolosità sociale qualificata dei soggetti proposti si segnalano, oltre alle condotte di concorso esterno in associazione mafiosa (cosca Labate), plurime condotte integranti delitti contro la pubblica amministrazione, grazie al concorso di pubblici ufficiali infedeli che agevolavano la crescita imprenditoriale del gruppo, garantendo il conseguimento illecito di licenze ed autorizzazioni.

L’ingente disponibilità di denaro contante da parte dei componenti del “Gruppo Sapone” è comprovata anche dalle modalità di effettuazione, da parte dei medesimi, di acquisti immobiliari di rilevante entità.
In esecuzione del decreto applicativo della misura di prevenzione patrimoniale in parola, i finanzieri reggini hanno individuato e, contestualmente, sottoposto a sequestro 8 beni immobili (di cui 6 fabbricati e 2 terreni)situati a Reggio Calabria e a Milano e 4 società (con i relativi patrimoni), unitamente al complesso delle disponibilità finanziarie riconducibili ai soggetti proposti.

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