Mercoledì, 30 Settembre 2020
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Vigili e bibliotecari assenteisti a Gioia Tauro, tre arresti: coinvolto anche il comandante

Vigili urbani e bibliotecari assenteisti al Comune di Gioia Tauro. Questa mattina è scattato il blitz della guardia di finanza che ha dato esecuzione a nove provvedimenti cautelari: tre arresti domiciliari e sei divieti di dimora, emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi su richiesta della Procura.

Diffuse solo le iniziali dei coinvolti: V.S. (60 anni); B.R. (64 anni); P.G. (52 anni); R.A. (44 anni); P.T. (55 anni); S.A. (46 anni); T.M. (67 anni) tutti appartenenti alla polizia locale e S.S. (54 anni) e P.D. (54 anni) dipendenti del Comune di Gioia Tauro con mansioni di bibliotecari.

I provvedimenti sono l’epilogo di una indagine del Nucleo Mobile delle Fiamme Gialle della seconda Compagnia Gioia Tauro, fra settembre e dicembre 2019, sotto la direzione di Ottavio Sferlazza della Procura della Repubblica di Palmi ed il coordinamento del pm Davide Lucisano, che ha avuto origine da una denuncia presentata dall’allora comandante della polizia locale, che qualche mese dopo si è dimesso dall’incarico, in relazione a reiterate ipotesi di assenteismo da parte di alcuni suoi collaboratori.

In particolare - si legge nella nota della guardia di finanza - è stato accertato che costoro, pur attestando regolarmente la loro presenza in servizio, sovente si assentavano dal posto di lavoro in maniera del tutto ingiustificata con uso improprio di autovetture di servizio, per dedicarsi alle più disparate esigenze di carattere personale e familiare, non garantendo servizi essenziali per la collettività, ivi compreso il comandante pro-tempore anche egli destinatario di misura cautelare.

In un episodio, veniva riscontrato, altresì, che una vigilessa, oltre a recarsi ingiustificatamente con l’auto del Corpo fuori dal territorio di competenza aveva portato con sé l’arma di servizio.

Analoghe condotte di assenteismo, sono state, infine, accertate nei confronti anche di due bibliotecari i quali, dopo aver attestato regolarmente la presenza in servizio, abbandonavano il posto di lavoro non consentendo la fruibilità della biblioteca alla collettività.

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