Domenica, 19 Settembre 2021
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Bombardieri: "Le mani dei clan sulla sanità. Questa operazione frutto di un lavoro più ampio"

Ammonta a circa 27 milioni di euro, iva compresa, a fronte di un bando iniziale di 42 milioni di euro, l’appalto per la pulizia e l’igienizzazione degli uffici e degli ospedali "spoke" amministrati dalla super indebitata Asp di Reggio Calabria. Una somma consistente che non poteva sfuggire agli appetiti della 'ndrangheta e della politica corrotta. «L'operazione 'Inter nos' sull'Asp di Reggio Calabria - ha riferito all’AGI il capo della Procura antimafia Giovanni Bombardieri - è solo una parte di un lavoro investigativo più ampio. Questo Ufficio, peraltro cosa nota, è impegnato da tempo per scoprire e colpire ogni illegittimità, passata e presente».

I bilanci dell’Asp di Reggio Calabria, nonostante il lavoro del consulente esterno Kpmg, continuano a restare incerti: il debito complessivo accumulato negli ultimi quindici anni, veleggia poco sotto il miliardo di euro. «E' un ragazzo che portiamo noi, ha zero voti e quando lo mettiamo là deve fare quello che diciamo noi": la conversazione captata dalla Guardia di Finanza a carico di tre degli arrestati, dirigenti della coop vincitrice dell’appalto con un notevole ribasso, riguarda Il consigliere regionale Nicola Paris, già consigliere comunale di Reggio Calabria, «esploso» nelle regionali del 2018 nella lista dell’Udc con quasi 6500 voti di preferenza, partito da cui si sarebbe poi dimesso nella legislatura in corso. La Procura distrettuale e il gip Caterina Catalano lo indicano come l’elemento-cerniera tra la coop Helios e gli uffici direzionali dell’Asp, in particolare con il dirigente Giuseppe Corea, il potente direttore della gestione finanziaria dell’Asp, che con la sua firma disponeva i mandati di pagamento, o sollecitava gli uffici ad accelerare le pratiche della cooperativa incaricata delle pulizie.

«Paris - si afferma nelle indagini - aveva asservito la propria funzione pubblica, aveva tentato di fare pressione sul governatore Antonino Spirlì e sul commissario dell’Asp Gianluigi Scaffidi affinchè confermassero Giuseppe Corea nell’incarico di direttore delle risorse economico-finanziarie». Spirlì e Scaffidi, allo stato delle indagini non sono indagati, ma Giuseppe Corea riottiene la conferma del posto tre mesi fa. Corea, come viene riportato nell’inchiesta, riceveva «dazioni di danaro e regalie per assegnare, dopo vari rinvii, l’appalto delle pulizie e della sanificazione in tutti gli ospedali "spoke" amministrati dall’Asp». Addirittura, «in concorso con l’impiegata Rosalba Pennestrì- indagata - ha recapitato ai vertici della coop Helios una bustina contenente l’elenco delle utilità richieste per finalizzare la corruzione. Un completo asservimento, quello del Corea - scrive il giudice Caterina Catalano - in cambio della proroga nel suo incarico di dirigente. E Paris - ribadisce la dottoressa Catalano - si è adoperato per condizionare le determinazioni dei soggetti al vertice dell’amministrazione regionale e sanitaria locale».

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