Martedì, 12 Novembre 2019
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OPERAZIONE "VITA ETERNA"

Dall’Inps soldi a pensionati morti, decine di casi nella Locride: denunciati i parenti

Per otto anni hanno continuato ad intascare le pensioni di decine di persone decedute nella Locride.

È questa la truffa messa a segno nei confronti dell’Inps da parte di 15 persone che sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Locri, mentre 19 pubblici ufficiali sono stati segnalati alla Corte dei Conti.

È stata battezzata “Vita eterna” l’ultima operazione messa a segno dalla guardia di finanza di Locri, in collaborazione con gli uffici territoriali dell’Inps, che al culmine di una lunga indagine ha portato alla luce rilevanti situazioni di illiceità nell’erogazione di prestazioni pensionistiche a favore di persone decedute nel territorio della Locride fra il gennaio 2010 e il luglio 2018.

Un’inchiesta nata acquisendo nei Comuni del territorio i documenti di circa 6 mila persone decedute , poi incrociati con le banche dati della guardia di finanza.

In particolare – dicono gli investigatori - è stata riscontrata la presenza di incongruenze sulle posizioni pensionistiche non ancora eliminate di anziani deceduti che, nella realtà, risultavo essere in vita tanto che veniva rilevata la presenza di dichiarazione dei redditi con tanto di erogazione di somme di denaro da parte dell’Inps.

Da qui l’avvio dell'inchiesta da parte della Procura di Locri, dalla quale è venuta fuori una truffa che consisteva sia nel prelevamento di somme di denaro mediante bancomat intestati al pensionato deceduto ed utilizzate sia carte intestate ai cointestatari dei conti bancari o postali dove venivano ancora accreditate le mensilità non più dovute.

Le indagine hanno permesso di scovare diciassette persone decedute finite in questo meccanismo, per 9 di loro l’Inps stava ancora continuando ad erogare prestazioni pensionistiche.

In un caso, i finanzieri hanno addirittura scoperto come un parente di una persona deceduta nel 2014 sia riuscito a prelevare dal conto corrente dove veniva accreditata la pensione circa 100 mila euro.

Gli accertamenti hanno evidenziato come la causa della percezione della pensione anche dopo il decesso sia legata sostanzialmente alla mancata comunicazione dei decessi ad Inps e Agenzia delle entrate.

Il bilancio dell’operazione della finanza è di 15 persone denunciate, ovvero i reali percettori delle pensioni erogate ingiustamente dall’Inps.

Segnalati alla Corte dei Conti di Catanzaro 19 pubblici ufficiali (dipendenti comunali e medici) che “con la loro condotta omissiva – scrivono i finanzieri - consistita nella mancata comunicazione dei decessi, hanno cagionato un danno economico rilevante all’Istituto previdenziale”.

© Riproduzione riservata

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