Lunedì, 30 Marzo 2020
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INCHIESTA

'Ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro, a 10 anni proteggeva l'agenda del boss

L'ultimo beccato dagli inquirenti, qualche mese fa, era stato un “uomo d'onore” della Piana di Gioia Tauro. Si vantava delle capacità del figlio. Che non era bravo a scuola né primeggiava in uno sport. «Un giorno mi farà le scarpe», diceva piuttosto il papà orgoglioso degli insegnamenti che gli stava dando - ad appena 8 anni - su droga, armi e vendette di 'ndrangheta.

Lezioni di malavita che adesso vengono fuori da un'altra inchiesta della Dda di Reggio, il blitz che all'alba di mercoledì scorso ha portato in carcere capi e gregari della cosca Labate, i cosiddetti “Ti Mangiu”.

L'epoca è il 2013. I Labate, intercettati dagli inquirenti, sembrano preoccupati dalle continue perquisizioni domiciliari. Sarebbero già saltati fuori pizzini e soprattutto agende con cifre e particolari su estorsioni, imprenditori e commercianti taglieggiati. Un indagato, insieme alla moglie, prova quindi a nascondere tutto. E non esita a indottrinare la figlia, allora di appena dieci anni.

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